99 motivi per adottare un Pet


MySocialPET, il portale dedicato ai nostri amici a quattro zampe, che ospita le associazioni No Profit impegnate ad aiutare cani e  gatti abbandonati –  e che, dalla sua creazione a marzo 2013 ad oggi, ha già contribuito a far adottare più di 700 amici a quattro zampe –  e la seguitissima pagina Facebook “999 MOMENTI IMBARAZZANTI” hanno deciso di creare insieme la campagna “99 MOTIVI PER ADOTTARE UN PET”.

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Non c’è niente di più bello della possibilità di salvare una vita e con l’adozione questo miracolo è alla portata di tutti. In un mondo di rifugi sovrappopolati non c’è che l’imbarazzo della scelta e può essere una delle esperienze più gratificanti che un essere umano possa avere!

Tutti coloro che hanno fatto questa scelta lo possono testimoniare: salvando la vita di un amico a quattro zampe, salvi anche la tua. Numerosi studi hanno già dimostrato che sono moltissimi i benefici che la compagnia di un pet porta alla nostra esistenza, dal punto di vista fisico, psichico ed emotivo.

Così abbiamo pensato di diffondere questo messaggio in un modo immediato e divertente: attraverso una serie di vignette che raccontano con affettuosa ironia quali sono i migliori motivi per adottare e avere accanto un pet!

Due volte alla settimana, ogni martedì mattina e ogni giovedì pomeriggio, verrà pubblicata sulla pagina Facebook una vignetta di 99 MOTIVI PER ADOTTARE UN PET che potrete condividere con tutti i vostri amici!

Visita la nostra pagina:

99 MOTIVI PER ADOTTARE UN PET

http://mysocialpet.it/99-motivi-per-adottare

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Contro gli sprechi alimentari


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Comunicato stampa e foto Ministero dell’Ambiente

Vincenzo Balzani, Maite Carpio, Giobbe Covatta, Andrea Segrè, Susanna Tamaro e Robert Van Otterdijk (Fao) nel gruppo di lavoro per ridurre i rifiuti alimentari.
In un anno si possono ricuperare 2 milioni di tonnellate di cibo dall’agroindustria e 300mila tonnellate da commercio e distribuzione.
Il ministro: “Sprecare il cibo è un oltraggio all’uomo e all’ambiente”.

Decolla con l’istituzione del gruppo di lavoro la strategia del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando contro lo spreco alimentare e contro i cibi che finiscono nell’immondizia.

Il “board” voluto dal ministro dell’Ambiente per attuare il programma di riduzione degli sprechi è coordinato da Andrea Segrè, docente all’Università di Bologna, fondatore e presidente di Last Minute Market e promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco”, ed è composto dallo scienziato Vincenzo Balzani, dalla regista Maite Carpio, attiva nella solidarietà e fondatrice dell’onlus Agenda Sant’Egidio, dall’attore Giobbe Covatta, da sempre impegnato in iniziative di solidarietà, dalla scrittrice Susanna Tamaro, in prima linea nella battaglia contro lo spreco, e da Robert van Otterdijk, team leader della campagna internazionale Save Food della Fao (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione). Il gruppo di lavoro coordinerà le attività che porteranno al Piano nazionale per la prevenzione degli sprechi di cibo.

I numeri dello spreco alimentare nel nostro Paese sono inaccettabili. Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico dell’Osservatorio Waste Watcher ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana: il risparmio complessivo possibile ammonterebbe dunque a circa 8,7 miliardi di euro. Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione.

“Queste cifre – sostiene il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando – dimostrano come buttare il cibo sia un oltraggio all’uomo e all’ambiente che dobbiamo cominciare a combattere con serietà e concretezza. Prevenire lo spreco non è soltanto un’occasione da cogliere per redistribuire risorse a chi ne ha più bisogno ma rappresenta anche un modo per combattere lo sperpero inutile di risorse naturali, fra cui terra, acqua ed energia, utilizzate nei diversi anelli della filiera: dal campo fino alla tavola. A testimonianza del valore che viene riconosciuto a questa nostra iniziativa, segnalo con piacere l’immediata adesione della Fao nella figura del team leader di Save food, una delle campagne internazionali più importanti. La strategia per contrastare lo spreco alimentare è parte integrante del Piano nazionale di prevenzione dei rifiuti che abbiamo presentato in ottobre e si inserisce anche nel filone delle iniziative che il ministero dell’Ambiente legherà all’Expo2015 di Milano”.

Il gruppo di lavoro sarà il motore di attivazione di una Consulta composta da enti, associazioni, organizzazioni e imprese che elaboreranno proposte e buone pratiche per ridurre gli sprechi di cibo e la produzione di rifiuti. Della consulta faranno parte tutti gli attori della filiera agroalimentare, le catene della grande distribuzione organizzata, associazioni dei consumatori, istituzioni, organizzazioni internazionali, università ed enti di ricerca pubblici e privati, associazioni ambientaliste, rappresentanti del terzo settore ed enti di assistenza.
“Con il board istituito dal Ministro ci faremo garanti di questa strategia” spiega il coordinatore del Gruppo di lavoro Andrea Segrè: “La Consulta darà vita agli stati generali di prevenzione dello spreco che saranno convocati entro il mese di gennaio. In questa mobilitazione sarà anche istituita una Giornata nazionale contro lo spreco alimentare in sintonia con il Protocollo mondiale contro lo spreco del World Resource Institute e con la richiesta dell’Europarlamento di istituire l’Anno europeo contro lo spreco alimentare. Possibilmente già nel 2015, in coincidenza con l’Expo”.

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21 novembre: Giornata nazionale degli alberi


Comunicato Stampa Ministero dell’Ambiente

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Per ricordare la Giornata nazionale degli alberi, che quest’anno è dedicata alle radici sia come elemento fondamentale contro il dissesto idrogeologico sia come richiamo alle origini comuni, il ministero dell’Ambiente organizza per giovedì 21 novembre un convegno a Roma, al parco dell’Appia antica (via Appia 42), dal titolo “Alberi in città: alle radici del futuro. Prospettive di sviluppo degli spazi verdi urbani in Italia”.

Il convegno sarà aperto, alle ore 9, dall’assessore all’ambiente di Roma capitale Estella Marino e dal direttore del Parco regionale dell’Appia antica Maria Cristina Vecchi. Il segretario generale del ministero dell’Ambiente, Antonio Agostini, presenterà la seconda edizione del concorso nazionale per le scuole “Albero maestro”, mentre gli aspetti economici, normativi, ambientali e sanitari della legge 10/2013 saranno affrontati tra gli altri dal presidente dell’Ispra Bernardo De Bernardinis, dal presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci e dal presidente del comitato per lo sviluppo per il verde pubblico Massimiliano Atelli. Del ruolo degli enti territoriali parleranno il capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone e Roberto Della Seta.

Dalle ore 14.30 in poi si discuterà sul tema “Dal condominio alla città: progettare e gestire il verde per la sostenibilità urbana”. Le conclusioni di questa sessione pomeridiana – moderata dal portavoce del ministro dell’Ambiente, Jacopo Giliberto – sono affidate a Mario Tozzi, commissario straordinario dell’ente parco regionale dell’Appia antica.

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La riqualificazione della Valle del Sacco


Promosso dall’VIII Commissione con il patrocinio della presidenza del Consiglio Regionale, l’iniziativa è dedicata alle strategie di valorizzazione e riqualificazione della Valle del Sacco.  Appuntamento per martedì 19 novembre alle ore 15.00 presso la Sala Mechelli (via La Pisana Roma).

L’obiettivo è quello di mettere insieme le competenze e ridefinire il ruolo importantissimo dei singoli territori, nonché quello di realizzare un nuovo modello di intervento fatto di semplificazione delle procedure burocratiche, trasparenza nelle azioni e coinvolgimento diretto alle decisioni dei cittadini.
Il programma sarà incentrato sulla relazione dell’arch. Andreas Kipar responsabile del Masterplan sulla Valle del Sacco, e del dott. Reimar Molitor, responsabile della Regionale 2010, il format della R
egione Renania Westfalia per la promozione e valorizzazione territoriale.
Seguiranno i contributi progettuali che ogni invitato al dibattito vorrà presentare.
Il workshop, organizzato dal gruppo “Per il Lazio”, è un’iniziativa  del  Tavolo sulla Valle del  Sacco,istituito nei mesi scorsi dall’VIII Commissione Consiliare per promuovere il piano di azione sulla valorizzazione e riqualificazione di un’area che coinvolge 540 mila persone, 55 Comuni e 3 Province.

Tutela dell’olio Made in Italy


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“Le modifiche approvate dalla Commissione europea, fortemente sostenute dall’Italia, favoriranno la prevenzione ed il contrasto delle frodi in un settore strategico del Made in Italy. Siamo molto soddisfatti, perché è necessario continuare sul percorso intrapreso a difesa della trasparenza e della qualità del prodotto, tanto a livello comunitario quanto nazionale. Il settore dell’olio d’oliva rappresenta un patrimonio importante per il nostro Paese e per questo va tutelato e valorizzato”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato l’approvazione, all’unanimità, delle modifiche al regolamento (CEE) n. 2568/91, avvenuta nel corso del Comitato di gestione OCM Unica – ortofrutta e olio di oliva del 5 novembre 2013.

La Commissione ha in particolare recepito le decisioni del Consiglio Oleicolo Internazionale per quanto riguarda i metodi per la determinazione degli “etil esteri”, in sostituzione del metodo di calcolo degli “alchil esteri”, facilitando in tal modo le azioni volte alla prevenzione di pratiche fraudolente.

I limiti di etil esteri consentiti sono stati fissati con un decremento graduale: 40 mg/kg per la campagna 2013/2014, 35 mg/kg per il 2014/2015 e 30 mg/kg per le campagne successive; ciò comporterà quindi che la determinazione dell’olio extravergine di oliva passerà progressivamente verso parametri più restrittivi, ma maggiormente rappresentativi della qualità del prodotto.

Sono state inoltre apportate talune modifiche in materia di campionamento degli oli di oliva, nonché per la valutazione organolettica degli oli di oliva e nel metodo per il rilevamento degli oli estranei negli oli di oliva noto come “metodo globale”.

Il regolamento entrerà in vigore dal 1° marzo 2014; tuttavia, i prodotti legalmente fabbricati ed etichettati, immessi in libera pratica prima di tale data, potranno essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

Sequestrate zanne di elefante e pelli di ghepardo


Foggia, 7 novembre 2013 Comunicato Stampa Corpo Forestale dello Stato

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Durante il rifacimento dei magazzini della Curia Provinciale di Foggia, i sacerdoti hanno scoperto, all’interno di alcuni scatoloni, numerose parti di animali protetti. Prontamente avvisati i Forestali della CITES di Bari, durante il sopralluogo hanno rinvenuto: zanne d’avorio di elefante africano; statuette di piccole dimensioni anch’esse in avorio; zampa d’elefante africano svuotata internamente e decorata; carapaci di tartarughe di mare di grosse dimensioni; pelli di Boa; pelle di Ghepardo; scorpioni e ragni in vetro, tutti risalenti probabilmente agli anni ’60. Gli esemplari, del valore commerciale di circa cinquantamila euro, che nel frattempo erano stati esposti a San Giovanni Rotondo (FG) in una mostra dedicata alle missioni in Ciad – centro Africa, sono risultati essere tutti protetti dalla normativa Internazionale CITES che regola il commercio e la detenzione di animali protetti in via di estinzione, vivi o morti o parti di essi. Secondo tale normativa la detenzione di quanto ritrovato dai sacerdoti deve essere autorizzata da certificazioni rilasciate dal Corpo forestale dello Stato sulla base di documentazione che ne attesti la legale acquisizione. Pertanto i Forestali di Bari hanno provveduto al sequestro ad ignoti di tutti gli esemplari, che sono stati consegnati temporaneamente ad una struttura della Forestale di Martina Franca (TA) per essere utilizzati a scopo didattico, in attesa della destinazione definitiva del giudice.

L’Offshore Wind Day a Rimini


Comunicato Stampa Ecomondo

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Mercoledì 6 novembre (Sala Mimosa, pad. B6) la Provincia di Rimini è direttamente coinvolta nell´Offshore Wind Day per rappresentare il potenziale dell´energia eolica offshore (EOS) come fonte di energia rinnovabile. L´Agenzia europea dell´ambiente (AEA) ha calcolato che è economicamente fattibile in questo modo soddisfare nel 2020 circa il 60-70% della domanda totale di elettricità dell´UE. Le regioni costiere sono fondamentali per lo sviluppo ulteriore dell´EOS.
Mentre il progresso tecnologico nel settore industriale è considerevole, la capacità di recepire in termini di conoscenza e di realizzare una politica efficace nei governi locali e regionali d´Europa è ancora non omogenea. Ci sono regioni manifestamente leader nello sfruttamento dell´EOS e regioni con ambizioni simili, ma senza un livello adeguato di esperienza o di conoscenze.
4POWER stimola lo scambio di conoscenze tra territori leader (Rostock, Dundee, Emden), quelli meno avanzati (Groningen, Rimini) e i territori che sono ancora in una fase di orientamento (Azzorre, Malta, Corfu, Lettonia), per creare una comprensione comune sulle attuali e future sfide regionali nello sviluppo dell´EOS.
All´incontro, moderato da Sergio Ferraris direttore di QualEnergia, interverrà l´assessore all´Ambiente della Provincia di Rimini Stefania Sabba. A seguire, i più autorevoli esperti del settore con la chiusura, in mattinata, del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Il meeting riprenderà nel pomeriggio con la moderazione di Chris Ashe, Direttore Sustainable Industries Institute – Dundee College ed una serie di interventi di esperti internazionali.

Il Comune di Rimini punta su: Eco-Rimini, una città sostenibile. L´esposizione presenta quattro temi sui quali Rimini sta lavorando nel campo della sostenibilità per un nuovo benessere e per una nuova qualità dell´ambiente e della vita dei suoi cittadini, residenti e temporanei.
Il progetto di riqualificazione sostenibile della Rimini sotterranea, con l´adeguamento dell´impianto fognario e le azioni per la salvaguardia della qualità delle acque per la balneazione. Sul tema della salvaguardia e valorizzazione della risorsa idrica e del patrimonio geomorfologico del territorio, Rimini sta dando avvio ad un percorso di ´Contratto di fiume´ che coinvolge tutti i 12 comuni della Valmarecchia in un progetto condiviso di sviluppo equilibrato.
Il terzo filone riguarda la realizzazione di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana nel lungomare, attraverso il progetto ´Parco del Mare´. Altro tema riguarda un programma di attività per la promozione della mobilità attiva e la diffusione di una nuova cultura di disintossicazione dalle auto, con progetti che spaziano da un nuovo sistema di connessioni mediante percorsi ciclabili al rafforzamento del trasporto pubblico locale. L´iniziativa, a cura di Piano Strategico Rimini Venture, sarà presentata all´interno de La Città Sostenibile (pad. D7-B7).

366 nuove piantine all’Isola dei Conigli


Comunicato Stampa di Legambiente

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Domenica 3 novembre a Lampedusa, nella Riserva naturale orientale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente, nascerà il “Giardino dell’accoglienza”. Per ricordare le vittime del naufragio del 3 ottobre scorso proprio davanti alla costa, a un mese esatto dalla tragedia, il Comune di Lampedusa e Linosa in collaborazione con Legambiente organizzerà una celebrazione, accompagnata dai rintocchi di una campana nautica: l’accensione di 366 lumini e la messa a dimora di altrettante piantine.

All’iniziativa sono state invitate tutte le realtà che partecipano ai soccorsi e all’accoglienza dei migranti e gli ospiti del Centro di soccorso e prima accoglienza.

“Pianteremo piccoli arbusti – dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza che domenica sarà a Lampedusa per partecipare alla commemorazione – per ricordare i naufraghi del 3 ottobre e tutti gli altri migranti scomparsi in mare, una strage silenziosa dai numeri impressionanti.  Domenica saranno messe a dimora le prime 50 piantine nell’area protetta e nei giorni successivi proseguiremo con la piantumazione delle altre 316 fino a creare il Giardino della memoria.

La riserva naturale che Legambiente gestisce a Lampedusa – prosegue Cogliati Dezza – è per l’isola un presidio di bellezza, un modello di gestione ben riuscita di salvaguardia del territorio e rappresenta la maggior attrazione turistica dell’isola. Per questo abbiamo ritenuto importante creare proprio qui un piccolo bosco, un luogo vivo e destinato a crescere, che rammenti a tutti l’indiscutibile necessità del rispetto dei diritti umani. Lampedusa deve essere una terra d’accoglienza e non di morte. Ci aspettiamo al più presto, dall’Italia e dall’Europa, un cambiamento definitivo e reale delle politiche di accoglienza, che metta al primo posto la salvaguardia della vita umana”.

Legambiente ha aderito inoltre al “Comitato 3 ottobre”, nato all’indomani della tragedia consumatasi al largo delle coste di Lampedusa, che si pone come obiettivo l’istituzione il 3 ottobre di ogni anno della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” per ricordare tutti i migranti morti nel tentativo di fuggire da persecuzioni, dittature, guerre e miseria, nonché tutti gli uomini che per salvarli mettono a rischio la propria vita.

Un impegno per la sostenibilità del mare


Comunicato stampa dal Ministero dell’Ambiente
Isole-Egadi

Una politica coordinata di tutela del mare, inteso come habitat naturale ma inteso anche come risorsa economica per sviluppare una crescita sostenibile. È questo l’obiettivo che il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha illustrato stamattina a Roma durante un incontro con le direzioni marittime e con il vertice del Corpo delle capitanerie e della Guardia costiera. “Lo stato di salute del mare deve tornare al centro delle politiche e della programmazione”, ha osservato il ministro.

Il tema della sostenibilità, ha aggiunto Orlando, “non deve essere pensato come un freno allo sviluppo e alla crescita, ma al contrario deve essere il progetto di uno sviluppo diverso. In questo modo stiamo ragionando in Europa e in Italia sul concetto della blue economy, della blue growth strategy, la crescita che fa perno attorno al mare”.

La strategia di crescita blu – ricorda il ministro – è il progetto di un insieme di politiche, promosse dall’Unione Europea, per incentivare le attività economiche legate al sistema mare, e a promuovere la crescita sostenibile nel rispetto dell’ambiente marino e della biodiversità. Ricorda il ministro che “le attività economiche che dipendono dal mare impiegano circa 5,4 milioni di persone in Europa e generano un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Ma stiamo ragionando sul tema dello sviluppo sostenibile sul mare anche con un gruppo di Paesi mediterranei, con i quali darci un obiettivo comune e condiviso. Per esempio, per evitare lo spostamento dei costi ambientali e il dumping ambientale sull’altra sponda del Mediterraneo”.

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Immagini migliori della Pagina collegata Francesco Samani

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