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Un impegno per la sostenibilità del mare


Comunicato stampa dal Ministero dell’Ambiente
Isole-Egadi

Una politica coordinata di tutela del mare, inteso come habitat naturale ma inteso anche come risorsa economica per sviluppare una crescita sostenibile. È questo l’obiettivo che il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha illustrato stamattina a Roma durante un incontro con le direzioni marittime e con il vertice del Corpo delle capitanerie e della Guardia costiera. “Lo stato di salute del mare deve tornare al centro delle politiche e della programmazione”, ha osservato il ministro.

Il tema della sostenibilità, ha aggiunto Orlando, “non deve essere pensato come un freno allo sviluppo e alla crescita, ma al contrario deve essere il progetto di uno sviluppo diverso. In questo modo stiamo ragionando in Europa e in Italia sul concetto della blue economy, della blue growth strategy, la crescita che fa perno attorno al mare”.

La strategia di crescita blu – ricorda il ministro – è il progetto di un insieme di politiche, promosse dall’Unione Europea, per incentivare le attività economiche legate al sistema mare, e a promuovere la crescita sostenibile nel rispetto dell’ambiente marino e della biodiversità. Ricorda il ministro che “le attività economiche che dipendono dal mare impiegano circa 5,4 milioni di persone in Europa e generano un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Ma stiamo ragionando sul tema dello sviluppo sostenibile sul mare anche con un gruppo di Paesi mediterranei, con i quali darci un obiettivo comune e condiviso. Per esempio, per evitare lo spostamento dei costi ambientali e il dumping ambientale sull’altra sponda del Mediterraneo”.

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La Foca Monaca torna alle Egadi


Comunicato Stampa Ministero dell’Ambiente di maggio 2013

foca monaca

La foca monaca, uno degli animali più protetti al mondo, uno degli indicatori più sensibili
della qualità dell’ambiente, è tornata a vivere nei mari italiani, da dove la caccia e
l’inquinamento l’avevano fatta fuggire. I ricercatori dell’Ispra hanno cercato, scoperto,
fotografato e studiato una splendida femmina adulta che ha scelto come rifugio una grotta
sulla costa delle isole Egadi, in Sicilia al largo di Trapani.
L’animale non ha ancora un nome. Per questo motivo il ministero dell’Ambiente e il
sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, che è anche il presidente dell’Area marina protetta
delle Eolie, lanceranno un concorso per i ragazzi: diamo un nome alla simpatica foca delle
Egadi.
Negli ultimi due anni, nell’area marina protetta delle isole Egadi, è stata condotta un’attività
di ricerca svolta dall’Ispra in collaborazione con l’ente gestore della riserva, per verificare,
documentare e raccogliere informazioni sugli avvistamenti di esemplari di foca monaca
(monachus monachus).
I primi risultati ottenuti dalla ricerca sono estremamente positivi. La conferma della
frequentazione e della permanenza nell’area di studio da parte di esemplari di questa
specie, anche se ridotta nel tempo e costituita da uno o pochi esemplari, riveste
particolare importanza: si tratta, infatti, di una delle specie a maggior rischio di estinzione
in tutto il Mediterraneo.
La foca monaca era scomparsa dall’arcipelago delle Egadi già da metà anni 70. Di questa
attività si è parlato oggi nel corso di una conferenza stArea marina protettaa al ministero
dell’Ambiente con il ministro Andrea Orlando. Sono intervenuti il presidente dell’Area
marina protetta, Antinoro, e la ricercatrice dell’Ispra Giulia Mo, che ha condotto l’attività
tecnico-scientifica assieme ad una squadra di ricercatori Ispra e collaboratori dell’Area
marina protetta.

“Questa giornata, che saluta il ritorno in Italia della specie marina simbolo del
Mediterraneo, è dedicata alla ricerca, alle aree marine protette e all’importanza della
tutela della biodiversità marina. Sono estremamente soddisfatto per i risultati raggiunti e
per la cautela e professionalità dimostrate nel trattare una specie così pericolosamente a
rischio estinzione”, ha commentato il ministro Andrea Orlando; “si tratta di uno
straordinario risultato per le Egadi, la riserva marina più grande d’Europa, e per tutto il
sistema delle aree marine protette italiane, un sistema che per numero di aree protette e
dimensioni di coste e fondali tutelati ci vede leader a livello continentale. Da oggi
possiamo dire con più autorevolezza che anche le azioni di conservazione dell’ambiente
marino ci vedono in posizioni di vertice. Lavoreremo, quindi, per consolidare la rete delle
Area marina protetta italiane. Il mio augurio è che questi studi e queste attività di
monitoraggio e tutela continuino ad essere condotti con crescente impegno e che si
diffondano sempre più i comportamenti rispettosi dell’ambiente marino, della foca monaca
e di tutte le altre specie. Solo così si riuscirà a salvaguardare quel patrimonio inestimabile
che è la biodiversità dei nostri mari”

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